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Author Archive Andrea Delfino

Corrispettivi telematici carburanti, nuove norme

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L’Agenzia delle entrate cambia orientamento: ammessa la fattura con data differita

Data fattura differita, ultimo giorno del mese (Rev.01)

Dichiarazioni d’intento: cosa cambia dal 1 gennaio 2020

Circolare studio 2019-03 Semplificazioni Dichiarazioni intento (Rev.01)

Termini di emissione delle fatture, cosa cambia dal 1 luglio

Termini di emissione delle fatture cosa cambia dal 1° luglio 2019 (Rev.02)

Le fatture 2018 ricevute nel 2019

Fatture 2018 ricevute nel 2019

Il nuovo regime forfettario secondo la legge di bilancio 2019

15/1/2019

A partire dal 1° gennaio 2019 il regime forfettario è così modificato:

– incremento ad euro 65.000 (ragguagliati ad anno nel caso di avvio infrannuale dell’attività) della soglia di ricavi o compensi per accedere al regime forfettario con contestuale abrogazione dei requisiti attinenti al sostenimento di spese di lavoro dipendente e per beni strumentali;
– nel caso di esercizio simultaneo di attività con codice ATECO diverso, la soglia di accesso al regime (euro 65.000) è determinata sommando i compensi ed i ricavi ad esse inerenti;
– esclusione dall’ambito di applicabilità di tale istituto degli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che
(i) partecipano all’esercizio dell’attività, a società di persone, ad associazioni o a imprese familiari (art.5 TUIR), ovvero
(ii) controllano direttamente o indirettamente S.r.l. o associazioni in partecipazione, le quali
(iii) esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte (con regime forfettario),esercitano prevalentemente l’attività in regime forfettario nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta, ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili ai suddetti datori di lavoro;
– eliminazione della causa ostativa prevista nella previgente formulazione della legge che escludeva dal novero dei soggetti beneficiari (del regime forfettario) chiunque avesse percepito, nell’anno precedente, redditi di lavoro dipendente o assimilati superiori a 30.000 euro.
Per tutto quanto non modificato dalla Legge di bilancio 2019, si applicano ancora le disposizioni di cui all’art. 1, c.56/75, L. 190/2014 e cioè: rimangono immutate: la determinazione del reddito, le aliquote sostitutive, l’esclusione dall’Iva e dalle ritenute, le semplificazioni degli adempimenti sia contabili che fiscali.

I soggetti forfettari non sono tenuti all’emissione della fattura elettronica che per loro rimane una facoltà. Naturalmente riceveranno fatture elettroniche dai propri fornitori.

Nella fattura il soggetto forfettario dovrà indicare le seguenti diciture:

– Operazione in franchigia Iva ex art.1 comma 58 lettera a) Legge 190/2014
– Compenso non soggetto a ritenuta Irpef ex articolo 1 comma 67 Legge 190/2014
– Operazione non soggetta a fatturazione elettronica ex art.1 co.3 D.Lgs. 127/2015
– Marca da bollo applicata sull’originale ove dovuta (totale superiore a 77,47 euro)
Nel caso di adesione al regime forfettario il contribuente non può dedurre nessun tipo di spesa (salvo i contributi previdenziali obbligatori). Il meccanismo di determinazione del reddito prevede l’applicazione dell’aliquota (sostitutiva di Irpef ed addizionali) del 15% al reddito ottenuto applicando la percentuale di redditività (prevista dalla legge) propria dell’attività svolta.

La fatturazione elettronica tra privati

Fattura elettronica (Rev.02), 2019-01-02

Agevolazioni fiscali per attività di ricerca e sviluppo, novità nel Ddl 2019

6 novembre 2018
Ci sono novità per le agevolazioni fiscali sugli investimenti in attività di ricerca e sviluppo e sono contenute nel Ddl di bilancio 2019.
La bozza del Ddl. di bilancio 2019, infatti, prevede modifiche al credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo ex art. 3 del DL 145/2013. Ecco le principali novità.
Sarebbe prevista nuovamente la misura generale del 25%, applicando la misura del 50% soltanto sulle spese incrementali relative a:
– personale dipendente titolare di un rapporto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato, direttamente impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo;
– contratti stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati per il diretto svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta, nonché con imprese residenti start-up innovative e PMI innovative per il diretto svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta, a condizione che non si tratti di imprese appartenenti al medesimo gruppo dell’impresa committente.
Infine, già a partire dal 2018, l’utilizzo del credito d’imposta sarebbe subordinato all’adempimento degli obblighi di certificazione.

La rivalutazione delle quote societarie

30 ottobre 2018
La bozza del Ddl di bilancio 2019 riapre l’agevolazione fiscale della rivalutazione delle quote societarie (artt. 5 e 7 della L. n. 448/2001).
Se dovesse essere approvato questo testo, anche per il 2019 sarà consentito a persone fisiche (e società semplici) di rivalutare il costo o valore di acquisto delle partecipazioni non quotate (e dei terreni) posseduti alla data del 1° gennaio 2019, al di fuori del regime d’impresa.
L’agevolazione consiste nella possibilità rivalutare il valore di carico delle quote detenute al valore stabilito da una apposita perizia di stima (da giurare entro il 30 giugno 2019) pagando sul valore rivalutato un’imposta sostitutiva dell’8%. Così facendo, in sede di cessione delle quote, si eviterà di pagare le imposte sulla plusvalenza realizzata.A tal fine, occorrerà che entro il 30 giugno 2019:
– un professionista abilitato (ad esempio, dottore commercialista, geometra, ingegnere e così via) rediga e asseveri la perizia di stima della partecipazione (o del terreno);
– il contribuente interessato versi l’imposta sostitutiva per l’intero suo ammontare, ovvero (in caso di rateizzazione) limitatamente alla prima delle tre rate annuali di pari importo. Per valutare la convenienza dell’agevolazione, le imposte sostitutive sopracitate dovranno essere confrontate con la nuova tassazione al 26% per i capital gain sulle partecipazioni qualificate e non qualificate che è stata introdotta a partire dal 1° gennaio 2019 dalla legge di bilancio 2018.
Per i soggetti che si avvalgono nuovamente dell’agevolazione, si conferma che sarà possibile:
– detrarre dall’imposta sostitutiva dovuta sulla rivalutazione eseguita l’imposta già versata su precedenti rivalutazioni degli stessi beni;
– oppure richiedere il rimborso dei versamenti effettuati ai sensi dell’art. 38 del DPR 602/73.
Resta fermo che l’importo del rimborso non può essere comunque superiore all’importo dovuto in base all’ultima rideterminazione del valore effettuata.

Chiarimenti su aliquota Iva per impianti di depurazione.